MOBILITÀ SOCIALE E UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITÀ
La mobilità sociale intergenerazionale misura il legame tra lo status dei genitori e quello dei figli. Rimuovere gli ostacoli alla mobilità è fondamentale per garantire equità sociale, stimolare l'innovazione e aumentare la produttività economica.
L'impatto del background familiare - Un recente studio dell'Ocse basato su dati Piaac mostra che il livello di istruzione dei genitori influenza pesantemente il reddito e il lavoro dei figli:
- Penalizzazioni salariali: In Italia, Cile e USA la penalizzazione per chi ha genitori meno istruiti è del 22-25%; in Israele e Polonia il premio per chi ha genitori istruiti supera il 30%.
- Lavoro femminile: In Italia la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è tra le più basse (49%). Se i genitori hanno una bassa istruzione, la probabilità di lavorare cala di oltre 10 punti percentuali.
- Persistenza: I paesi del Nord Europa mostrano la maggiore mobilità sociale, mentre l'Italia, insieme a Ungheria e Polonia, registra la minore mobilità sia educativa che economica.
Il ruolo dell'istruzione - L'istruzione e le competenze personali riducono l'impatto del background familiare, ma non lo azzerano. Spesso, a parità di titolo di studio, chi proviene da contesti svantaggiati sconta ancora minori opportunità di reddito a causa di barriere finanziarie, informative e di reti sociali. I paesi che investono di più nell'infanzia e nel supporto alle famiglie registrano una maggiore mobilità.
Quattro azioni concrete per il futuro - Per invertire la rotta non servono bonus temporanei, ma una strategia strutturale. Ecco un piano d'azione in quattro mosse concrete per liberare le energie del Paese, partendo dai nidi fino alle imprese.
- Potenziare l'infanzia: Investire in servizi di qualità per la prima infanzia nelle aree svantaggiate ed evitare la separazione precoce dei percorsi scolastici.
- Supportare i giovani: Migliorare l'orientamento e la transizione scuola-lavoro per ridurre il tasso di Neet (in Italia oltre il 15% tra i 15 e i 29 anni).
- Favorire il dinamismo: Usare politiche di concorrenza per ridurre le barriere d'ingresso alle nuove imprese e liberare i talenti.
- Agevolare la mobilità geografica: Rimuovere gli ostacoli agli spostamenti (es. costi degli alloggi) per permettere ai giovani di raggiungere territori con maggiori opportunità lavorative.
